Sabato 26 novembre 2005, un giorno che non riuscirò mai a dimenticare: quel giorno verso le 11 di mattina sull’Emilia Romagna cominciò a venir giù tanta neve da bloccare interamente le città di Bologna e Modena. Anche il resto della provincia non si salvò ed io fui la causa di quella gigantesca nevicata.

A quel tempo – non avevo nemmeno 25 anni – ero appena entrato in società con degli altri ragazzi a Carpi. L’azienda forniva assistenza informatica ad aziende in tutto il nord Italia. Nella sera di quel venerdì si verificò un gravissimo problema sul gestionale di una grossa azienda ad Anzola dell’Emilia, per cui decisero democraticamente di mandare me il giorno dopo.

Eccovi il resoconto di quell’epica impresa.

Sveglia presto la mattina ed alle sette sono già sul posto. L’azienda è chiusa, ma ad aspettarmi c’è già l’amministratore dell’azienda, un signore poco sotto la settantina, serio e distinto che ho già avuto il modo di conoscere. Entro e mi spiega cos’è successo: il programma gestionale – realizzato da un’altra azienda – ha deciso di non aprirsi più. L’azienda è veramente grossa e mi fa presente che in quel gestionale ci sono 10 anni di dati. Backup? Sì, forse su nastro, ma nessuno ha mai sostituito il nastro ed il tape drive è pure rotto, per cui… non ci sperare troppo.

Tutti i computer sono sotto un gigantesco gruppo di continuità, hanno pure due server di cui uno di backup, ma è spento ed a giudicare dalla polvere lo è da un bel po’.

Dopo aver controllato un client, accedo al server e scopro che il gestionale usa un database Access su una cartella condivisa. La dimensione del file la dice lunga, tocca infatti i 2GB di dimensione. La cosa comincia ad avere una qualche parvenza di senso.

Faccio una copia del file sul mio portatile, provo ad aprirlo e come mi aspettavo Access mi dice che il file è corrotto.

Fortunatamente sono armato di ogni genere di tool per i file di Access, così tento il ripristino e nonostante il mio portatile sia un Clevo 17″ con doppio processore, doppio hard disk 7200rpm e 2GB di RAM, gli ci vuole del tempo, ma alla fine il database si ripristina, perdendo solo 6 record.

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Provo ad aprire il database e noto che in realtà è strutturato piuttosto bene, ci sono relazioni e tutto, elimino la tabella degli errori di ripristino ed azzardo un bel Compatta e Ripristina. La dimensione del database scende a “soli” 900 MB.

Faccio un backup totale del server, poi sovrascrivo il file Access con quello appena riesumato ed avviso il tizio di provare ad entrare e verificare se si apre e se ci sono tutti i dati. Mentre aspetto prendo un caffè alla macchinetta e guardo fuori dalla finestra, è cominciato a nevicare. Perfetto.

Dopo poco torna dal suo ufficio e mi avvisa che c’è tutto tutto lo storico, tutte le fatture, ha verificato i bilanci e tutto è ok, tranne l’ultima fattura inserita. E’ veramente euforico, comincia a parlare e battermi delle gran pacche sulla spalla. Ad un certo punto comincia a sparlare.

Visto che è di buon umore, ne approfitto per mettere una buona parola sulla questione della sua segretaria con il piedino lesto, sempre quella incaricata di gestire il backup su floppy e lui esclama: “sì, sì, ma quella deve solo prendere più c a z z o e star zitta”.

Io rimasi di stucco, davvero era una persona tutta d’un pezzo ed irreprensibile prima che la felicità di non aver perso anni e anni di lavoro lo trasformasse in un animale da briscola al bar.

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Ho capito che era giunto il momento di andarsene, per cui mi congedai e mi misi in viaggio verso Carpi. Erano le ore 11 e dovevo fare meno di 50 chilometri, arrivai a casa alle 17.30, ma ero felice.